Ai papà che vengono chiamati per nome | Dott.ssa Valentina Di Bella
papà

Ai papà che vengono chiamati per nome

Non tutti i papà sono chiamati “papà”. Ho scelto di dedicare a loro il pensiero di oggi. È un articolo un po’ lontano dallo stile di Genitori Migliori.
Il progetto nasce per offrire riflessioni educative sorte da una solida esperienza lavorativa. Stamani, però, parlo in modo un po’ diverso, parlo di me e non solo.

Voglio raccontare i papà celebrati in modo silenzioso.

Quelli i cui figli hanno già un padre biologico, a volte  meraviglioso e presente. Non per forza la separazione di una coppia comporta quella della famiglia, grazie al cielo.
Proprio questo, però, mette sullo sfondo i papà che vengono chiamati per nome.

Questi papà sono i compagni delle mamme che hanno scelto di riaprirsi all’amore dopo anni di solitudine.
Si tratta di uomini che hanno superato prove ed esami di madri attente, che per assicurare il bene dei loro figli “hanno dovuto guardar bene chi si mettevano in casa”.

A volte, questi papà nemmeno ci arrivano in casa: con un senso di rispetto che solo l’amore può dare, si avvicinano in punta di piedi, ritagliando solo qualche ora al sabato alla donna e ai figli che hanno scelto.

I papà che non vengono chiamati per nome  sono quelli che dicono “io non sono il papà, lui/lei hanno già un padre”: sanno che la cosa più giusta da dire è questa è che la cosa più giusta da fare è esserci sempre. Per portare la tachipirina alla mamma, che non può allontanarsi da casa con i bambini ammalati, per parlare con i professori dei ragazzi, quando il lavoro impedisce ad entrambi i genitori di partecipare alla riunione di classe.

I padri che vengono chiamati per nome sono i più esposti di tutti, perché si sa, dalla tolleranza dell’infanzia al “non sei mica mio padre!” dell’adolescenza, è davvero un attimo.
Eppure restano sempre lì, con coraggio e dedizione. Alcuni di loro non hanno altri figli se non quelli che li chiamano per nome e che oggi, avendo già un papà, comprensibilmente non se la sentono proprio di far loro gli auguri.

Allora ci penso io, pur non essendo la stessa cosa.

Che vi chiamino Giovanni, Francesco o Antonio, non importa:
oggi il vostro nome di battesimo risuona comunque all’unico altro nome che possedete, quello di papà. 

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *