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I ragazzi adorano le storie

Quando era piccolo non c’era nulla di più bello che guardare tuo figlio estasiato ad ascoltarti mentre leggevi storie o le raccontavi.
Lui, rapito dall’immaginazione, tu, con il potere di portarlo dal piano del reale a quello della possibilità. Wow.
Come ti sentivi quando ti ascoltava a bocca aperta? Lo ricordi l’interesse e la complicità che c’era in quei momenti tutti vostri?

Le storie di chi amiamo hanno un potere educativo

È chiaro che gli anni passano, storie di fate e guerrieri rompono a te come a lui. Però settimana scorsa, è successa una cosa che mi ha fatto pensare: entro in una quarta superiore, la prof. dell’ora in corso non è ancora arrivata. Non so come ci si è giunti, ma racconto ai ragazzi del mio ingresso all’università e soprattutto quel “si sconsiglia altamente l’iscrizione” ricevuto dopo un test d’ingresso che ha visto solo 29 persone su 700 arrivare ad un risultato inferiore al mio. Entra la prof. La salutano distrattamente.
Per tre volte ho dovuto invitare i fanciulli a riprendere le fila della lezione e rimandare a dopo i miei racconti. Non sono una narratrice, né una cantastorie.
Gli sguardi rapiti dei ragazzi erano per altri tre motivi legati al mio racconto:

  1. è una storia autobiografica, quindi reale;
  2. è una storia nella quale si identificano;
  3. è una storia raccontata da qualcuno con cui c’è una relazione di stima reciproca.

Io ho potuto aprirmi con loro, raccontare un fallimento che è evoluto in un risultato accademico di eccellenza.
Storie come questa, non dichiarano insegnamenti, evocano un messaggio. Emozionano chi ascolta, emozionano chi l’ha vissuta e oggi la mette a servizio di qualcuno. Le storie di chi amiamo educano più di cento insegnamenti impartiti.
Avevano occhi sognanti quei ragazzi, sai? Attenti, rapiti.
Puoi pensare di raccontare a tuo figlio una storia anche quando sta crescendo, quindi. Magari puoi raccontargli la tua.

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