Quando i ragazzi alle scuole medie rifiutano la scuola 

Ci sono ragazzi alle scuole medie che rifiutano la scuola. Non lo fanno perché siano poco competenti o brillanti. Non lo fanno neppure perché hanno insegnanti poco appassionati al loro lavoro. Succede semplicemente che a cavallo dell’età adolescenziale, un insieme di fattori crea un mix di emozioni, pensieri, timori. Nasce una sensazione sottile e profonda, che ha a che fare con il disagio. Il disagio con sé stessi e con gli altri in un contesto dove la performance, ahimè… È tutto o quasi.

Cosa succede quando i ragazzi alle scuole medie  rifiutano la scuola

Quando i ragazzi alle scuole medie rifiutano la scuola,  accade la prima, più ovvia conseguenza di questo malessere: smettono di frequentarla. Al mattino si preparano con la convinzione e la cura che solo un preadolescente può avere: scelgono i loro vestiti in base ai look delle ultime mode, infilano la merenda nello zaino. Indossano le sneakers che hanno pregato di ricevere per il loro compleanno. Si recano davanti a scuola con l’idea di varcare il cancello e…. E poi suona la campanella. Una fitta allo stomaco, un momento di confusione. Poi il panico. “No, non ce la faccio. Vengo domani, tanto oggi non si doveva fare niente!” E l’indomani, ovviamente… La scena è la stessa.

Capire il fenomeno 

Aiutare un preadolescente che rifiuta la scuola, significa anzitutto distinguere i casi di pigrizia o trasgressione da quelli che segnalano un disagio vero. Serve tener presente, infatti, che quando un dodicenne si trova nella specifica condizione che ti descrivo oggi, il desiderio di affrontare la difficoltà c’è, ma é sopraffatto dalla paura che prende il sopravvento, non appena il ragazzo si trova dinanzi il cancello dell’istituto. Si tratta di un discorso diverso e più profondo della furbizia e della volontà di contraddire gli adulti.

Come agire 

Questo articolo non ha l’obiettivo di spiegare tutte le possibili motivazioni che possono spingere un giovane a reagire così, ma vuole suggerirti un intervento pratico, che ti sarà utile come genitore in molteplici delle occasioni in cui tuo figlio preadolescente rifiuti di fare il suo ingresso a scuola. Infatti:
Dove la tua comprensione non è stata sufficiente a risolvere, dove l’accoglienza degli insegnanti non è stata decisiva, ricorda che una risorsa fondamentale per ogni ragazzino di quella età é l’affetto e l’amicizia con i coetanei.
Spesso, quando i ragazzi alle scuole medie affrontano i primi, veri fantasmi interiori, l’aiuto di un compagno di cui si fidano o addirittura di tutta la classe, può essere la svolta di una situazione emotivamente difficile. Il linguaggio comune, la solidarietà e l’empatia che nasce tra pari, infatti, possono esser più incisivi di tutta la buona volontà che noi adulti siamo capaci di metter in atto quando vogliamo aiutare un figlio o uno studente.

Se ti trovi in questa situazione, quindi, il mio consiglio di oggi è di integrare la tua disponibilità umana al coinvolgimento di un compagno fidato, che possa essere un mediatore, un ponte che riaggancia il ragazzo alla scuola. A questa età, infatti, le esperienze sono ancora connotate fortemente dal punto di vista emotivo, perciò fare leva sull’aspetto affettivo ci aiuta molto di più di cento buoni discorsi rassicuranti che, tuttavia, restano parziali perché fatti da individui adulti, ormai “lontani” dal mondo dei ragazzi.

Perché i giovanissimi si influenzano reciprocamente, certo…e sono capaci di farlo anche per iniziative di empatia ed amicizia.

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VALENTINA DI BELLA