La paura di essere cattivi con i figli

“Ma tu…sei cattivo!” quante volte tuo figlio te l’ha detto lamentandosi di un divieto che gli hai dato? Ti sei sentito davvero così?
La paura di essere cattivi con i figli accomuna i genitori di bambini ed adolescenti. Essa muove dalla necessità di non esser considerati dai figli  troppo severi, duri, soprattutto incapaci di comprendere e dare affetto.
Le mamme e i papà che hanno paura di esser cattivi con i figli sono divisi tra la responsabilità di fare gli interventi educativi opportuni e la paura di esser rifiutati dai loro bimbi e ragazzi.
Come si comportano queste mamme e questi papà?

Le caratteristiche dei genitori che hanno paura di essere cattivi con i figli

I genitori che hanno paura di essere cattivi con i figli faticano ad applicare i principi di una sana disciplina. Risultano quindi spesso troppo tolleranti, evitano per quello che possono le situazioni di contrapposizione in cui si esporrebbero al rischio di esser rifiutati.
Quando non è possibile sottrarsi allo scontro, i genitori che hanno paura di essere cattivi con i figli tentano di perseguire degli interventi educativi, ma senza la necessaria fermezza. La poca determinazione che hanno, tuttavia, viene percepita dal bambino o dal ragazzo e non porta agli esiti educativi sperati.
Questi genitori, inoltre, possono tendere a coinvolgere il figlio in decisioni che non sono di sua responsabilità e giustificano le loro scelte educative in modo eccessivo.

Quali sono i rischi di uno stile educativo come questo 

I genitori che temono di esser cattivi con i figli, rischiano di vivere in modo molto intenso il senso di colpa.
Tendono a delegare al figlio alcune decisioni di competenza adulta, nella speranza di ottenere un  maggiore riconoscimento come genitore.
Tuttavia, accade esattamente il contrario: la poca efficacia delle parole e degli interventi educativi, produce una credibilità sempre minore, l’ascolto dei figli si riduce sempre di più.

Cosa possono fare questi genitori?

Anzitutto, ricordare un principio: i figli, bambini o adolescenti che siano, non hanno bisogno di tutto ciò che chiedono.
Il genitore può imparare a fare proprio questo: confidare in sé stesso, nella capacità di distinguere i bisogni e le vere necessità dei figli. Selezionare, scegliere, prendere posizioni elastiche ma chiare.

Questo rinforza la fiducia del bambino e del ragazzo, ma anche quella del genitore.

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VALENTINA DI BELLA