Educare un figlio di tre anni è come educare un adolescente
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Educare un figlio di tre anni è come educare un adolescente

Educare un figlio di tre anni è come educare un adolescente, sì.

Ci riferiamo a fasce d’età notoriamente molto distanti, certo. A 3 anni i bambini sono ancora dipendenti dalle cure degli adulti di riferimento, coccoloni, buffi nelle loro espressioni e parole.
A 15 anni, la percezione che hai di tuo figlio è molto diversa: spesso, i tratti del volto ancora delicati, celano la spocchia di un mini adulto che si sente “arrivato”, pretende e non dà, si chiude e autogestisce senza vera consapevolezza.
Ma allora come può un genitore fare ricchezza dell’esperienza dei 3 anni di un figlio e consolidarla durante la sua adolescenza?

I tratti comuni di un bimbo di 3 anni ed un ragazzo di 14

Il denominatore comune tra i due, sono i bisogni educativi. Incredibile ma vero, i bisogni educativi di un bambino nell’età della prima infanzia, hanno diverse caratteristiche comuni a quelli di un teen.
Pensiamo al periodo definito in letteratura come dei terrible twos. Attorno ai due anni, un bimbo acquista una serie di autonomie motorie e cognitive, tali per cui inizia a concepirsi come individuo distinto dalla mamma. Fatta questa scoperta, il bambino vuole sperimentare la sua autonomia e per farlo, non evita di darsi a “capricci” ed opposizioni, provocazioni e strilli.
Ora, dimmi: non ti sembrano atteggiamenti simili e paragonabili a quelli di pretesa ed affermazione di sé di tuo figlio liceale?
Il piccolo urlerà per indossare i pantaloncini il 3 dicembre, il grande vorrà a tutti i costi fare le 4.00 del mattino di sabato sera: le azioni si esprimono in occasioni diverse poiché declinate in una differente età anagrafica, ma il comportamento è il medesimo.
Questo atteggiamento fa riferimento al bisogno di autonomia e differenziazione di sé. Sia il bimbo piccolo che l’adolescente, infatti, hanno bisogno di distinguersi da mamma e papà per consolidare la propria identità.
Che tu sia mamma di un treenne o papà di un adolescente, quindi, più sarai in grado di soddisfare in modo equilibrato il bisogno educativo di tuo figlio e più sarai ripagato da una relazione armoniosa con lui. 

Due competenze genitoriali che ti sono utili in questi momenti della crescita di tuo figlio:

  • L’autorevolezza: ossia la capacità di definire in modo chiaro e senza deroghe i limiti entro cui decidi di permettere a tuo figlio l’esercizio della sua autonomia.
    Così come teenagers e bimbi piccoli desiderano l’indipendenza, entrambi non sanno davvero come gestire la propria libertà, per questo vivono dei momenti di crisi e non sanno come chiedere aiuto. Ai bambini manca la padronanza linguistica e ai ragazzi, spesso, quella emotiva che permette di chiedere sostegno agli adulti.
    Chiarire i limiti ai nostri figli, li facilita nella gestione di porzioni di autonomia.
  • Rispecchiamento: inteso come la capacità di riflettere e accogliere questo bisogno evolutivo. Entrare in conflitto con un bambino per “i suoi capricci” o con un adolescente per le sue continue richieste di fiducia e libertà, non porta lontano. Sono aspetti peculiari dell’età che l’uno e l’altro attraversano.
    Piuttosto, è utile generare situazioni ad hoc in cui tuo figlio possa fare esperienza dell’autonomia cui ambisce. Sia i bambini che i ragazzi, ad esempio, adorano decidere: poni loro delle alternative tra due scelte, tutte le volte che puoi. Che si tratti di attività, modi di vestire, mete dove recarvi, non importa. Tuo figlio si sentirà considerato e questo appagherà il suo bisogno.
Le competenze genitoriali sono dei “saper fare” trasversali, che ricorrono durante l’età evolutiva di tuo figlio.
Allenarti fin dall’inizio per il loro sviluppo, ti permette di prevenire diverse delle difficoltà educative che spesso i genitori incontrano.

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