Allena tuo figlio

Allena tuo figlio allo sforzo

Allena tuo figlio allo sforzo e otterrai di aver cresciuto un adulto agile a superare gli ostacoli, veloce nelle discese e determinato nelle salite della vita.
Ogni giorno un’educatrice entra in una classe di liceo e l’attività più dinamica cui assiste è quella delle mandibole dei ragazzi:
trascorrono il loro tempo a mangiare, si dicono annoiati e stanchi mentre si trascinano tra i corridoi.

I miei studenti parlano come avessero 40 anni di più, dicono che la vita fa schifo, fanno le foto alla lavagna pur di non prendere appunti o addirittura segnare i compiti sul diario.
Certamente non è quello che hai sognato per lui, un giovanotto che a 15 anni si comporta come fosse un uomo navigato, deluso dalla vita e demotivato ad affrontarla.
Chepppaura. Allora, come fosse un piccolo maratoneta…allena tuo figlio allo sforzo, mamma o papà.
Vediamo insieme come.

Mostra il vantaggio dell’azione

Che si tratti di un cucciolo della materna o di un adolescente alla “bella fratè“, un figlio sarà certamente riluttante a intraprendere azioni che gli richiedano un certo dispendio di energie. È naturale. Se io ti chiedo di compiere lo sforzo di seguire il fanciullo soprattutto quando le cose non vanno, quando è sgarbato, antipatico e l’unica cosa che desidereresti è teletrasportarti a chilometri di distanza, tu, facilmente rifiuterai.
Obietterai che è inutile, che tanto non cambia, che ti farà venire presto i capelli bianchi. Okey.

Se dico che questa, però, è la chiave di volta per renderlo saldo e maturo per la vita, cominci a capire che vantaggio avrai nel tempo se oggi investi.
Quando educhi qualcuno, non devi indorare la pillola, devi fargli capire qual è il beneficio che abbraccia se intraprenderà una certa azione:
allena tuo figlio allo sforzo dello studio, del riordino della stanza, della pratica di uno sport, prefigurandogli cosa accadrà di buono dopo.

Troppo spesso, invece, ci limitiamo a ricordare un semplice, noiosissimo…dovere.

Chiedigli sforzi sostenibili

È inutile chiedere ad un ragazzo di studiare, portare fuori il cane, lavare i piatti della colazione, ma anche andare a prendere la sorellina e ritirare la ricetta medica per la nonna.
Gli impegni e le responsabilità devono essere graduali, proporzionati e soprattutto devono iniziare valorizzando l’interesse personale.

Come puoi credere di incentivare una persona, specie se così giovane, ricoprendola di ruoli, funzioni e compiti che principalmente fanno bene ad altri?

L’essere umano nasce egoista, sì. Per quanto questo faccia scalpore. Tuttavia, immagina: se riuscirà ad affrontare uno sforzo che porterà soddisfazione a sé stesso, sarà sufficientemente pronto, motivato, efficace per farlo con chi gli sta intorno.

Diversamente, tuo figlio associa lo sforzo alla fatica, all’obbligo, allo svuotamento di sé e delle energie.
Allena tuo figlio allo sforzo per renderlo felice, più grande, sicuro di sé.

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