Reselling: i veri rischi per gli adolescenti | Valentina Di Bella
reselling

Reselling: i veri rischi per gli adolescenti

Nell’ultimo mese si è parlato sempre più spesso del fenomeno adolescenziale del reselling. Si tratta della rivendita da parte dei ragazzi di capi di abbigliamento sportivo introvabili. L’attività implica una maggiorazione del prezzo del prodotto venduto, che può arrivare ad esser addirittura quintuplicato.

L’opinione pubblica è stata recentemente attirata dal fenomeno. Da una parte si sono schierate le trasmissioni televisive,  contrarie al reselling. Dall’altra i giovanissimi youtubers, a favore del business minorile.

L’opinione pubblica e il reselling

Alcuni servizi televisivi andati in onda hanno intervistato rivenditori dodicenni, visitato luoghi di vendita ed espresso un concetto in particolare: il reselling, almeno quando praticato da minori come accade, resta un fenomeno illegale dal punto di vista fiscale. Esso prevede il movimento di centinaia e migliaia di euro, su cui non vengono versate le tasse. Un giovane reseller, quindi, può potenzialmente guadagnare più di un adulto.

Gli youtubers e il reselling 

Ovviamente opposta la posizione dei teenagers, che, dal canto loro:

  1. non comprendono cosa ci sia di male a guadagnare più di mamma e papà
  2. si definiscono imprenditori
  3. ritengono di agire nella legalità fiscale.

Quali sono i veri rischi del reselling 

Le posizioni opposte dei media televisivi e dei ragazzi, non dicono in modo schietto il primo, vero problema che questa moda reca in sé: il rischio educativo per i ragazzi.

  •  il fenomeno condanna i giovanissimi all’illusione che i soldi siano facili da  ottenere e gestire.
  • Il reselling non rende l’adolescente un imprenditore, perché non è supervisionato da un adulto che può aiutarlo a costruire una professionalità e i valori che la contraddistinguono.
  • In altre parole, specie in un’epoca come l’attuale, attività come il reselling confondono ancora di più i nostri ragazzi. Li allontanano dalla vita reale. Li scoraggiano da investire nell’idea di uno sforzo continuativo, che nel tempo darà dei frutti. Ragazzi dai 12 ai 17 anni non hanno maturato le competenze umane fondamentali per sostenere loro stessi. Figurarsi una qualsiasi forma di attività come questa.

Se il sesso precoce e le anticipazioni delle libertà  non ce l’avevano ancora chiarito, forse, ci penserà questa moda a farci capire che alle esperienze che i ragazzi fanno, deve precedere lo sviluppo di una solida struttura umana, che le sostenga.

Questo dipende in larga misura da come scegliamo di educarli.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *