Organizzazione del tempo

L’organizzazione del tempo di mio figlio

Insegnare l’organizzazione del tempo ai più piccoli significa allenare a gestire le attività di una società sempre più efficiente e veloce, che lui inizia a conoscere alla scuola primaria. Parlo di tutte le circostanze in cui, quando leggi sul diario Oggi Andrea non aveva il materiale per seguire la lezione, in fondo ti senti un po’ ripreso anche tu. L’ironia della sorte, infatti, vuole che ad insegnare ai più piccoli l’organizzazione del tempo debba essere chi per antonomasia di tempo non ne ha mai: i genitori.

Tuttavia è proprio questa caratteristica a renderti il migliore esempio possibile: sei tu che ti alzi alle 6.30 e mezz’ora dopo hai avviato la lavatrice; sei sempre tu che alle 21.10 realizzi che la creatura non è stata ancora sfamata e in un quarto d’ora compi il miracolo di proporre primo, secondo e a volte pure il dolcetto.

L’emergenza e l’organizzazione sono facce della stessa medaglia, comportamenti che tuo figlio impara da te come per osmosi e che assumono una declinazione diversa a seconda della fascia d’età cui ci riferiamo. Sebbene esser “organizzati” a 7 anni non sia lo stesso che esserlo a 15, quando sono diversi gli impegni e i ritmi, nella mia esperienza ho capito che si tratta di una questione trasversale a tutte le età: porre le basi migliori durante la frequentazione della scuola primaria, quando il cucciolo d’uomo sperimenta il primo contatto con il mondo esterno, significa prevenire diverse difficoltà.

Come aiutare tuo figlio a rispettare le scadenze

Devi pensare al back-stage di uno spettacolo, tuo figlio apprende mentre sta con te dietro le quinte. Tu lo coordini, lo segui e poi lui  porta a scuola e nel mondo ciò che ha sperimentato con te. Aiutalo a costruire l’organizzazione attraverso strumenti pratici: non sottolineare quanto sia smemorato, proponigli in forma giocosa un’attività, una routine che gli permetta di mettere in atto il comportamento di puntualità.

Per lo svolgimento dei compiti e l’utilizzo del diario, giocate a fare gli imprenditori o i segretari, perché entrambi  si servono di agende e planning per definire i loro impegni lungo l’arco della settimana. Fai sentire importante il tuo bambino mostrandogli come anche i grandi usano questi trucchetti perché nessuno di noi è perfetto, la mente non deve mai essere troppo “affollata” e scrivere ci serve a mantenerla libera per sognare, creare, giocare.

Consultate il diario mentre preparate lo zaino, in modo che si abitui a selezionare i materiali da portare in base alle effettive richieste dell’insegnante e non a vaghi ricordi.
Questo è un piccolo suggerimento che ti regalo dopo anni di lamentele sentite da parte di maestri e professori.

Come aiutare tuo figlio a gestire il tempo

Senza urlargli che è troppo lento, ma neppure predicando che debba essere più veloce: per i bambini, la razionalità dei messaggi che mandiamo, a volte non ha senso.
Dobbiamo evocare più che imporre, suggerire una storia, un gioco che renda prezioso e magico ciò che fanno.  Hai una bambina che guarda i cartoni ad oltranza? Serviti di una clessidra colorata, scelta apposta e con lei, che limiti la durata. Costruiscici una storia attorno, un’avventura per rendere possibile a tuo figlio un sereno primo approccio con la categoria “tempo”.

 

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