Il linguaggio degli adolescenti: quando i ragazzi non rispettano né gli adulti né loro stessi

Il linguaggio degli adolescenti è un canale comunicativo spesso sottovalutato. La nostra attenzione viene catturata dal look, dai tatuaggi, dall’aria modaiola che hanno. Non dobbiamo mai dimenticare, però, che il linguaggio degli adolescenti dice molto di come  pensano.

Oggi, quindi, voglio raccontarti una breve vicenda, accaduta a me.

il linguaggio degli adolescenti ci parla del loro livello di consapevolezza

Mattinata scolastica del giovedì: la prof. sta spiegando italiano. Nel bel mezzo della lezione, alla ragazzina a cui sono seduta a fianco, viene rivolto un pesantissimo insulto da un coetaneo, che ride. Decido di far finta di non aver sentito nulla per osservare la dinamica tra loro e con mia estrema sorpresa… La ragazzina al mio fianco comincia a ridere. Sguaiatamente, forte… Ride di gusto. Intervengo duramente nei confronti del compagno di classe, stupito del fatto che abbia sentito tutto.
E la ragazza, dal canto suo… Mi guarda sbalordita. “Perché si è arrabbiata tanto?” mi chiede. “Perché crede sia così grave quello che mi stava dicendo?” L’adolescente è sinceramente incuriosita della mia reazione e non capisce perché lei stessa avrebbe dovuto prendersela con l’amico. La ragazza non vede la gravità, la mancanza di rispetto e il torto che il compagno le ha fatto.

Questo episodio così quotidiano e piuttosto semplice rispetto molti altri che ho vissuto accanto ai ragazzi, mi è rimasto sempre molto impresso come educatrice. Un aneddoto che la dice lunga sul lavoro che dobbiamo fare sul linguaggio degli adolescenti.

Soprattutto, questo spaccato di vita quotidiana racconta molto del lavoro che siamo chiamati a fare con gli adolescenti,

Ti spiego perché.

Per ogni adulto portato a dire “se la fanciulla non si sente offesa, che problema c’è?” esiste una presa di coscienza più sottile: se non riconosco le mancanze di rispetto su di me, come  comprenderó quelle sugli altri? Come saprò parlare con rispetto ai miei genitori, ai miei insegnanti…? Chiediamo ai ragazzi di moderare i termini, quando a volte non sono capaci neppure di sentire il peso di quelli che rivolgono a loro stessi.
Un bel problema, sì!

Il mio suggerimento di oggi, quindi, è di ascoltare il linguaggio degli adolescenti comprendendo che la loro, non è sempre esclusiva provocazione e volgarità. Talvolta si tratta di una concreta povertà di strumenti, di cui gli unici cui possiamo farci carico ed educatori, siamo noi, aumentando il livello di coscienza dei ragazzi.

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VALENTINA DI BELLA